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trova le differenze

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sabato 10 dicembre 2011

la storia d'amore del miele

MILANO - Dicono che quell'orsa femmina senza nome torni spesso nel luogo dove si accoppiò con Bernardo. Le guardie del Parco Nazionale d'Abruzzo l'hanno avvistata più volte mentre si aggirava da quelle parti, località Acqua Ventilata, tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli. Ci arriva sbandando un po', come fa da quando una tagliola per cinghiali piazzata dai bracconieri le ha tranciato di netto la zampa anteriore destra.

Dicono che non si sia mai rassegnata alla morte del suo «compagno», uno dei tre orsi marsicani ritrovati avvelenati nel 2007. Può darsi, com'è propensa a credere la responsabile scientifica del Parco Cinzia Sulli, che questa sia «un'interpretazione un po' troppo "umana" del suo comportamento». Può darsi, certo. Ma anche no. Perché questa femmina dev'essere un po' speciale se è vero, come dice chi l'ha vista, che si è presa anche cura di due cuccioli di un'altra orsa meno fortunata di lei.

Nella primavera del 2010 la madre dei due orsetti si avvicinò troppo a una zona abitata, fu investita e uccisa da un camion. I piccoli, non ancora del tutto svezzati, vagarono per qualche mese da soli rimanendo nella zona dell'incidente. E più di una volta in quei mesi sono stati visti al seguito della «femmina zoppa», come la chiamano le guardie che da anni mettono a fuoco la sua sagoma nelle lenti dei loro binocoli.
«Lei», la zoppa, è un'orsa marsicana adulta (ha più o meno dieci anni) e vive da sempre nel Parco Nazionale d'Abruzzo. «Non è mai stata aggressiva» racconta il presidente del Parco Giuseppe Rossi che ne ha sentito parlare tante volte. «È un esemplare sotto controllo, in buona salute nonostante il problema alla zampa. È avvistata e segnalata costantemente e in effetti uno degli orsi che si è accoppiato con lei anni fa è fra i tre di quell'avvelenamento che ancora oggi non ha un colpevole».
Da quell'accoppiamento non sono mai nati cuccioli e forse è proprio per questo che «la zoppa» ha avvicinato e si è lasciata avvicinare dai piccoli non suoi: come se li avesse «adottati» per il tempo che mancava al termine dello svezzamento. La dottoressa Sulli dice che «non si conoscono fenomeni di adozione per l'orso marsicano», che «magari semplicemente sono capitati nella stessa zona...».

Che abbia o no gli «adottati» vicino, di questi tempi la femmina zoppa è di sicuro alla ricerca della tana per il letargo. Cercherà il suo rifugio invernale dove rimarrà fino a marzo in una sorta di sonno leggero che le consentirà di captare le belle giornate di sole e magari di svegliarsi per un giro all'esterno, a caccia di un po' di cibo. Dopodiché si preparerà per la stagione dell'amore (maggio-giugno) e chissà, forse sarà ancora una volta «troppo umana» da tornare di nuovo in quel luogo: tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli, dove fu vista accoppiarsi con Bernardo.

lei è un'eroina

MILANO - Lynn Jones è una signora disoccupata di 56 anni che vive nei dintorni di Reno, in Nevada. Ce ne sono molte come lei negli Stati Uniti. Ma il suo caso è differente. Perché se Mrs. Jones oggi è a casa senza impiego la colpa non è della recessione, bensì della rigidità dei suoi (ex) superiori dell'area di carico dell'aeroporto di Reno-Tahoe, che l'hanno licenziata per la compassione mostrata nei confronti di un cane. Il suo torto? Essersi opposta all'imbarco di un animale che mostrava evidenti segni di malattia: muso emaciato, corpo ricoperto di piaghe, segni di evidente denutrizione. «Era così magro che mi ha fatto piangere - ha raccontato la donna all'Associated Press -. Se lo avessimo imbarcato quel cane sarebbe sicuramente morto».
se volete sapere di più cliccate sotto

ambè

MILANO - «Siate il pesce più grosso dello stagno. E venite a provare l'acqua». Avrebbe dovuto essere uno slogan ad effetto per la promozione turistica di Adelaide, capace di incentivare gli operatori dei media e delle agenzie specializzate a visitare in un tour promozionale la zona del South Australia. Ma il fatto che l'invito fosse stampato su una boccia di plastica di quelle normalmente utilizzate per i pesci rossi da fiera di paese, con tanto di acqua e «goldfish» incluso, non ha certo fatto fare una bella figura agli ideatori della campagna e ai loro committenti. Perché il povero pesce in molti casi è arrivato a destinazione morto. E in ogni caso molti dei destinatari di questi insoliti inviti non hanno gradito l'inatteso regalo e non ci hanno pensato due volte a mettere in piazza, o meglio in Rete, tutto il loro disappunto per questo guizzo creativo andato male. In un primo tempo sembrava addirittura che i pesci fossero stati spediti per posta ordinaria. Si è poi appreso che erano stati consegnati a mano. Ma poco cambia: quel cadaverino galleggiante non è stato comunque apprezzato.


domenica 20 novembre 2011

AL NEGOZIO DI ANIMALI

Il proprietario di un negozio di animali stava affiggendo alla vetrina un cartello con scritto VENDITA CUCCIOLI, quando comparve un bambino.
"A quanto li vende i cuccioli?" chiese.
L'uomo rispose al ragazzino che non intendeva lasciarli per meno di 50 dollari l'uno.
Il ragazzo si frugò nelle tasche, estrasse qualche moneta, guardò il proprietario del negozio e disse: "Ho due dollari e trentasette centesimi. Posso vederli?".
Il padrone del negozio sorrise e fischiò. Dal canile, una cagnolina di nome Lady arrivò correndo lungo il corridoio, seguita da cinque batuffoli pelosi. Uno dei cuccioli era rimasto indietro.
"Cos'ha che non va quel cagnolino?"
"Il veterinario ci ha detto che ha dei problemi all'articolazione dell'anca" spiegò il negoziante "Zoppicherà sempre così".
"Voglio comprare quello" disse subito il ragazzino.
Il padrone del negozio replicò : "No, quel cane non lo devi comprare, se davvero lo vuoi te lo regalo".
Il bambino si avvicinò al viso dell'uomo e gli disse rabbioso : "Io non voglio che me lo REGALI, quel cagnolino vale quanto gli altri cuccioli e pagherò il prezzo intero. Adesso le dò 2 dollari e 37, e le darò 50 centesimi al mese finchè avro raggiunto tutta la cifra!".
Il proprietario del negozio insistette: "NO,no,no. Non puoi volere quel cane. Non sarà mai capace di correre e saltare e giocare come gli altri cani".
Per tutta risposta il bambino sollevò il pantalone sinistro, per mostrare una gamba deforme e sostenuta da due tutori d'acciaio.
"Vede signore", disse "nemmeno io corro molto bene e quel cucciolo ha bisogno di qualcuno che lo capisca

sabato 8 ottobre 2011

le 10 preghiere del cane

1. La mia vita dura circa 10-15 anni al massimo, ogni volta che mi separo da te per me è una sofferenza. Pensaci prima di adottarmi! 2. Sii paziente con me, dammi il tempo di capire cosa vuoi che faccia, la maggioranza delle persone capisce soltanto una lingua, mentre da me si pretende che io ne capisca 2: quella canina e quella umana 3. Fidati di me perché tu sei la mia unica ragione di vita 4. Non restare arrabbiata/o con me a lungo: tu hai il tuo lavoro, i tuoi amici, i tuoi divertimenti, ma io ho soltanto te 5. Parla con me. Anche se io non capisco le tue parole, mi piace ascoltarti e riconoscerei tra mille la tua voce! 6. Sappi che comunque mi tratti, ti perdonerò sempre, ma non potrò mai dimenticare e quel che mi fai mi segnerà per sempre 7. Prima di picchiarmi, ricordati che anche se io potrei difendermi, non sceglierei mai di morderti 8. Prima di sgridarmi perché sono testardo, stanco, o svogliato, chiediti se c'è qualcosa che non va, forse il cibo che mi dai non mi fa bene, oppure sono rimasto per troppo tempo al sole o il mio cuore si sta indebolendo o sta invecchiando 9. Per favore prenditi cura di me quando sarò vecchio, anche tu invecchierai e avrai bisogno di qualcuno che si prenda cura di te e che non ti abbandoni. 10. Quando arriverà il giorno del mio ultimo viaggio, per favore, resta accanto a me. Non dire che non puoi sopportare di vedermi morire, non lasciare che io affronti quel terribile momento da solo. Se sarai al mio fianco sarà più facile per me lasciarti, perché saprò che mi vuoi bene e che stai facendo quel che è più giusto per me...

lunedì 12 settembre 2011

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